Marketing al femminile: Dove e la “Campagna per la Bellezza Autentica”
15 Maggio 2013 |

Negli ultimi tempi ha attirato molto la nostra attenzione la campagna promossa da Unilever per il suo marchio Dove che promuove la vera bellezza delle donne.

Nel 2004 Dove, per lanciare la sua nuova linea di prodotti rassodanti, decise di ritrarre in costume sei donne comuni con le loro imperfezioni. Il  messaggio fu subito chiaro: testare una crema rassodante su donne vere, che realmente avrebbero potuto voler usufruire dei vantaggi di cui il prodotto era dotato. I risultati furono ottimi, si innescò un buzz virale e le vendite furono raddoppiate.

Visto il successo della prima campagna, Dove lanciò, nel settembre del 2004,  la ancora attuale “Campaign for Real Beauty”. Tra i cinque manifesti allora utilizzati, attirò molto l’attenzione un’immagine raffigurante una donna  di 96 anni, dove si chiedeva “Rugosa?” o “Meravigliosa?”, seguita dalla domanda “La società accetterà mai che la vecchiaia possa essere bella?”.

In un video, Dove ci mostra poi l’Evoluzione della donna da acqua e sapone a fotomodella da cartellone pubblicitario, affermando che non sempre la bellezza che si vede è quella reale.

In seguito, nonostante le campagne promosse da Unilever per questo brand non  siano sempre state orientate in questo modo, Dove ha promosso diversi progetti ed iniziative per migliorare il benessere della donna “vera” che combatte ogni giorno contro immagini di bellezza contraffatta, creando un Fondo Dove per l’Autostima e un Movimento per l’Autostima.

Oltre a dar vita a siti in diverse lingue che promuovono il progetto e raccolgono informazioni, statistiche, video e articoli, nel 2011 Dove ha  creato la campagna “Schermo bianco alle donne, facendo così raccontare alle utenti del web, tramite dei  semplici articoli o dei cortometraggi, il rapporto con  il mondo e loro stesse.

Quest’anno il brand si è dapprima rivolto a chi questo problema lo causa, a coloro che manipolano le immagini, regalando loro un nuovo comando per Photoshop, “beautify“, che promette la definizione della pelle della modella con un click, mentre in realtà annulla tutto il lavoro fatto sull’immagine al grido di  “Thought before action”.

Sempre nel 2013, avvalendosi di ricerche che affermano che solo il 4% delle donne in tutto il mondo si considera bella, Dove ha fatto un esperimento sociale mostrando come le donne vedono la loro bellezza e come invece le vedono gli altri.

In definitiva, grazie a queste iniziative, Dove ha parlato di un tema molto sentito dalla società, posizionandosi strategicamente  al fianco delle donne e combattendo con loro contro i finti modelli di bellezza femminile che i mass media impongono ogni giorno.

A noi questo genere di marketing al femminile piace molto, e a voi?