L’Email ha ancora il suo potere comunicativo?
7 Novembre 2012 |

Quest’oggi ci siamo imbattuti nella lettura della relazione molto accurata (MyMarketing.net) di ciò che si è detto all’ Email Power di Milano.

 

 

L’argomento centrale della convention è stato, ovviamente, la ricerca di nuove formule di DEM da sperimentare nel prossimo futuro, per rinnovare e riconsegnare potere comunicativo alla nostra “cara e vecchia email”, oggi messa molto in discussione da tutti i nuovi metodi e strumenti (social, su tutti) comunicativi.

Email, definita da Massimo Bosi, presidente MoreCo, “come uno strumento di comunicazione, touch point, fondamentale per l’azienda verso il proprio pubblico“. Una definizione, questa, che fa nascere in noi alcune perplessità che vogliamo condividere con voi:

1. Molti utenti hanno più di una casella di posta elettronica (probabilmente perchè cercano di sfuggire all’invasione di pubblicità non desiderate)

2. Gli utenti ricevono in media 30 email al giorno (proprio per questo ormai non le leggono quasi più, e il valore del “quasi” non lascia spazio a speranza)

3. Oggi i mezzi di comunicazione usati dagli utenti sono molti,e primeggiano fra tutti i social network ( i messaggi privati di Facebook, stanno minacciando il fine comunicativo dell’email)

4. Le comunicazioni commerciali, via email, riescono ancora oggi ad ottenere delle risposte (quello che ci preme ricordare e’ che tale risposta non supera statisticamente il 20% di open rate e quindi per ottenere risultati bisogna servirsi di un db qualificato e molto numeroso, e questo sarà utile per le grandi imprese ma non per le piccole).

Figlio di queste perplessità è, quindi, la nostra riflessione per la quale l’Email Marketing non sarà certo destinata a morire, ma bisognerà accettare che la sua unica linfa vitale arriverà dal CRM, Fedelity Program, Newsletter che agiscono sulle relazioni con i clienti che sono già acquisiti. L’Email Marketing come strumento per la generazione della tanto ricercata Lead Generation, andrà via via perdendo di efficacia o si attesterà su valori veramente bassi.

Due le ipotesi di sviluppo interessanti che sono state avanzate all’ Email Power per garantire un futuro all’ Email Marketing.

Enzo Capizzi, responsabile commerciale di Data for Business “L’azienda, posseditrice di uno dei database di caselle email più rilevanti in Italia, opera nel campo nel web marketing, del social media marketing e dell’email marketing; Capizzi pone sotto la luce dei riflettori, quindi, l’utilizzo delle DEM. Molte delle mail pubblicitarie che si ricevono vengono, spesso volontariamente, cestinate prima di compiere il loro lavoro, cioè pubblicizzare, tramite ingresso al proprio sito web, l’azienda. Come rendere quindi le Direct Email Marketing più efficaci? La Visual DEM potrebbe essere la soluzione: il video, al posto della DEM classica, potrebbe aumentare l’interesse del cliente, con un cospicuo aumento di click. Altra email pubblicitaria innovativa potrebbe essere composta da quiz: tramite una serie di risposte (si o no) a particolari domande, la DEM può condurre a prodotti o servizi dell’azienda più specifici per il cliente”

Stefano Luceri, pre-sales consultant Emailvision Italy ” pone al centro del suo intervento proprio la necessità di avere un rapporto più ‘umano’ (spesso perso nel corso della rivoluzione digitale) tra azienda e cliente. Proprio per questo motivo sono andati, nel corso degli anni, software in grado di stabilire i gusti dei clienti, tramite raccolte di dati sulle loro visualizzazioni e click. Luceri individua due metodi per individuare i gusti del compratore e indirizzargli mail mirate: il primo è basato su regole, e individua gruppi di utenti (clasterizzazione) con caratteristiche comuni; il secondo è basato su algoritmi, formula matematica che riesce ad individuare le preferenze specifiche di un cliente tramite calcoli matematici. Sembra quasi un ritorno al passato, quello che l’email sta cercando di compiere: laddove si è persa, nell’era del digitale 2.0, il contatto specifico col cliente, questo importante mercato di business sta cercando di recuperarlo.”

 

Credete che tali ipotesi, se sviluppate, potranno garantire un futuro roseo all’ Email Marketing?…diteci la vostra!